Por Giulliano Martini — Apuração e cruzamento de fontes em Roma. A Assinter, associação que representa as società Ict in-house regionais e nazionali, lançou uma nova estratégia para enfrentar um problema estrutural do mercado digital italiano: o gap de competências e a limitada cultura tecnológica. Il neoeletto presidente Pier Paolo Greco sintetiza o diagnóstico sem rodeios: “C’è ancora poca cultura sulle tecnologie digitali e sull’intelligenza artificiale in particolare che crea preoccupazioni, non solo nel cittadino ma anche nelle istituzioni”.
Os números citados pela associação reforçam a urgência. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti è cresciuta dal 5% all’8,2% nel 2024 e al 16,4% nel 2025, ma resta evidente un’insufficienza di competenze digitali che potrebbe compromettere la competitività nazionale. O mesmo déficit aparece ao nível istitucional: as administrações públicas, muitas vezes, desconhecem em profundidade os riscos e as possibilidades das tecnologias emergentes.
As società in-house regionali, frequentemente subestimadas no debate público, gerenciam serviços digitais centrais para a vida dos cidadãos: dal Fascicolo sanitario elettronico ai servizi di e-government, dalla cybersecurity alla gestione dei data center regionali. Queste strutture, secondo Assinter, rappresentano un patrimonio operativo che conta complessivamente 8 dipendenti e genera un fatturato aggregato di circa 2 miliardi di euro. “Le regioni hanno un enorme impatto sulla gestione digitale nella vita di tutti i giorni — spiega Greco — quando un cittadino riceve servizi sanitari digitali, documenti online o informazioni turistiche dalla sua regione, normalmente c’è una società in-house che li gestisce”.
Dal punto di vista di mercato, il comparto Ict italiano è atteso in crescita del 4,5% nel 2025, per un valore complessivo di 44,3 miliardi di euro. I motori principali indicati dall’associazione sono il cloud computing (+16,2%) e la cybersecurity (+7,2%). In risposta a queste priorità, Assinter sta promuovendo iniziative concrete, tra cui il progetto del Cloud federato: un sistema di interscambio tra strutture regionali pensato per distribuire risorse e aumentare la protezione dei dati, riducendo la dipendenza da singoli data center vulnerabili. “Stiamo lavorando per mettere insieme una potenza di calcolo distribuita invece di avere singoli data center maggiormente vulnerabili”, afferma Greco.
La visione strategica proposta dal neoeletto presidente prende la forma del cosiddetto “modello Barbarians“: un paradigma ispirato allo spirito collettivo di squadra, dove ogni componente contribuisce al successo complessivo. Il modello si articola in cinque direttrici operative: advocacy presso le istituzioni, alleanze tra i soci, networking con il settore privato, formazione tramite un’academy associativa e iniziative di innovation per facilitare i rapporti tra pubblico e privato.
Questa strategia rientra in una lettura pragmatica dei rischi: senza un rafforzamento sistematico delle competenze digitali e senza infrastrutture condivise e resilienti, il salto tecnologico richiesto dal Paese rischia di rimanere frammentario. L’approccio di Assinter mira a trasformare quel patrimonio diffuso di competenze e infrastrutture locali in un’attitudine nazionale alla governance digitale, con ricadute operative su sanità digitale, servizi pubblici e sicurezza informatica.
La proposta dell’associazione appare orientata a tre risultati misurabili: aumentare la capacità operativa delle in-house regionali, consolidare pratiche di protezione e gestione dei dati attraverso il Cloud federato, e ridurre il divario di competenze con programmi di training e collaborazioni pubblico-private. La sua efficacia, sul piano pratico, dipenderà dalle risorse stanziate dalle istituzioni e dalla velocità con cui si costruiranno alleanze stabili tra enti locali, associazioni e imprese tecnologiche.
Conclusione: la trasformazione digitale italiana passa in modo significativo dalle scelte e dalla capacità operativa delle in-house regionali. Assinter, sotto la guida di Pier Paolo Greco, propone una roadmap pragmatica e orientata all’implementazione. Resta ora da verificare — con dati e tempi certi — la transizione dalle linee strategiche alle realizzazioni concrete sul territorio.






















