Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, imputata per una serie di reati che coinvolgono l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La decisione del GUP segna l’avvio del processo, fissato per il prossimo 6 ottobre, dopo l’esame delle contestazioni avanzate dalla pubblica accusa.
Secondo l’atto di accusa, Boccia è chiamata a rispondere di stalking aggravato, di lesioni e di illecite interferenze nella vita privata di terzi. Nel fascicolo sono inoltre riportate contestazioni per diffamazione e per false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Le imputazioni dettagliate riflettono la pluralità dei fatti contestati e la loro diversa natura giuridica.
Nel procedimento si sono costituite parti civili il diretto interessato, Gennaro Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di Gabinetto del ministero, Francesco Gilioli. La presenza delle parti civili formalizza la volontà di chiedere il risarcimento dei danni ritenuti subiti e sarà oggetto di valutazione nel corso del processo penale.
La fissazione dell’udienza al 6 ottobre segue la fase cautelare e la valutazione del GUP sulle richieste di rinvio a giudizio presentate dalla procura. Il procedimento passa ora dalla fase di indagine preliminare alla dialettica processuale ordinaria, con l’assunzione di prove, l’audizione dei testimoni e il contraddittorio tra le parti.
Sul piano tecnico-giuridico, le fattispecie contestate — stalking, lesioni, interferenze nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni — si collocano in punti distinti del codice penale e della normativa speciale, con presupposti probatori differenti. La qualificazione di stalking come aggravato segnala elementi che, secondo l’accusa, avrebbero incrementato la gravità della condotta perseguita.
La decisione del GUP giunge dopo l’esame degli atti raccolti dalla procura e dopo il consueto confronto tra accusa e difesa in sede di udienza preliminare. Al momento non risultano pronunce di condanna: il rinvio a giudizio costituisce l’atto con cui il giudice ritiene sussistenti elementi sufficienti per sottoporre la vicenda al giudizio dibattimentale.
Come cronisti, abbiamo proceduto con apuração in loco e incrocio delle fonti disponibili dagli atti pubblici, mantenendo la separazione tra i fatti processuali documentati e ogni forma di commento. Il processo, con l’assunzione formale delle prove, chiarirà i punti controversi e l’eventuale responsabilità penale o civile degli imputati.
Aggiorneremo la notizia con ulteriori sviluppi e con l’esito delle udienze, mantenendo il resoconto sui fatti nudo e crudo, conforme agli atti d’indagine e alle decisioni giudiziarie.






















