Uma ampla coalizão de sindicatos, associações, movimentos e centri sociali organiza em Bolonha um processo unitário que tem como ponto de chegada uma manifestação nacional em Roma, prevista provavelmente para o fim de março, contra o riarmo e contra a recente onda de medidas repressivas enquadradas em um novo “pacchetto sicurezza”. O mobilização, porém, não se limita às questões militares: inclui reivindicações sociais sobre renda, trabalho, casa, defesa do ambiente e proteção de espaços autônomos ameaçados de sgombero.
O percurso foi batizado de “Contro i re e le loro guerre” e ganha corpo na Assembleia nacional convocada para sábado 24 e domingo 25 no TPO de Bolonha. O slogan “O re o libertà” remete, em parte, ao movimento “No Kings” surgido nos Estados Unidos como reação às políticas consideradas liberticidas. O grafismo divulgado traz um punho fechado segurando uma carta — o rei de copas — como imagem simbólica do projeto.
Ao encontro participam mais de 700 siglas: sindicatos como a CGIL e suas articolazioni (entre elas la Fiom), associazioni come Pax Christi, la Fondazione Perugia-Assisi, e tutte le reti italiane collegate a Stop Rearm Europe e alla rete A pieno regime, nata nel 2024 in risposta al Ddl sicurezza di allora. Esse formazioni cruzam le lotte contro l’economia di guerra e la violenza in Palestina com mobilitazioni internazionali, incluse le grandi manifestazioni dell’autunno 2025 che hanno accompagnato la Global Sumud Flotilla. Em novembro, a primeira assembleia “Contro i re” foi realizada na Sapienza, em Roma.
“L’obiettivo è non rimanere tutti attaccati alla propria lotta, fare insieme un salto di qualità” — disse Barbara Tibaldi, dalla segreteria della Fiom Cgil — evidenziando che difender il salario e il lavoro è inscindibile dalla protezione della casa e dei diritti democratici. Tibaldi avverte contro un semplice accumulo di rivendicazioni e contro derive astratte: la strategia deve tradursi in pratiche condivise.
Il tema centrale è il rapporto tra la crescita della spesa militare e il progressivo arretramento della spesa sociale, un dato che gli organizzatori presentano come incontrovertibile. A questo quadro si connettono le spinte autoritarie che, secondo il movimento, cavalcano fatti di cronaca per individuare “nemici” interni o esterni, giustificando misure di sicurezza e campagne di sgomberi. A Bolonha dovrebbero essere presenti realtà direttamente coinvolte nei conflitti sugli spazi sociali: Askatasuna, Leoncavallo di Milano (già sgomberato) e Spin Time di Roma (a rischio).
Il calendario della mobilitazione è già fitto: il 31 gennaio è stata convocata una manifestazione contro lo sgombero del centro sociale torinese; il 14 febbraio si terrà a Napoli un corteo a difesa, tra gli altri, di Officina 99; il 5 marzo è prevista una mobilitazione studentesca in solidarietà con gli studenti tedeschi contrari al ritorno della leva militare — quest’ultima al momento non è all’ordine del giorno in Italia.
“Queste date non sono un semplice calendario ma un’agenda politica per il diritto al dissenso, alla pace, alla casa, a un lavoro dignitoso, per la parità di genere, la libertà d’informazione e d’espressione, la giustizia climatica e sociale”, ha dichiarato Rosa Lella della rete Stop Rearm Europe e giornalista della Rete #NoBavaglio. Alfio Nicotra, della Rete italiana pace e disarmo, ha richiamato l’attenzione sulle «politiche anacronistiche di riarmo decise da UE e NATO», che a suo avviso aggravano le tensioni internazionali e distolgono risorse dal welfare.
Il percorso avviato in Emilia mette in campo una strategia di «convergenza»: creare un contenitore capace di aggregare lotte settoriali senza annacuarne gli obiettivi specifici. Le prossime settimane saranno decisive per verificare se la rete terrà e se la mobilitazione romana di fine marzo riuscirà a tradurre in piazza il progetto politico delineato in Emilia. Continueremo la verifica sul campo e il raio-x delle adesioni, incrociando liste, convocazioni e dati sul territorio.
Fatto il punto, resta da monitorare il cronoprogramma rispetto al referendum costituzionale del 22-23 marzo: gli organizzatori assicurano che l’intento è evitare sovrapposizioni che possano indebolire entrambi gli appuntamenti.
Per Espresso Italia, da Bolonha — Giulliano Martini.






















