Uma nova etapa foi desenhada no Parlamento sobre o tema das armas à Ucrânia. A Câmara aprovou a risoluzione de maioria do centro-direita com 186 votos a favor, 49 contra e 81 abstenções, que trata da prorrogação da autorização para a cessão de meios, materiais e equipaggiamenti militari em favore das autoridades governative ucraine.
O texto aprova o impegno do governo a «continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione Europea, i paesi del G7 e gli alleati internazionali», con contributi coerenti con gli impegni assunti e finalizzati alla difesa della popolazione e delle infrastrutture critiche, «e, in prospettiva, alla sicurezza complessiva del continente europeo». Importante notar que, no dispositivo dos impegni, non figura explicitamente a palavra militari, que aparece nas premesse do documento.
A aprovação, contudo, expôs rachaduras na coalizione: a Lega votou a favor coletivamente, mas três parlamentares romperam a disciplina de grupo. Na Câmara, os deputados Rossano Sasso e Edoardo Ziello registraram voto contrário; no Senado houve registro de abstenção do senador Claudio Borghi, ainda que a capogruppo la Lega tenha informado que i senatori presenti hanno votato a favore e che Borghi non avrebbe partecipato al voto. O episódio revela tensões internas sobre o equilíbrio entre solidariedade internacional e cautela política.
Em plenário, o ministro Guerini não esteve ausente do confronto público: il leader della coalizione, Guido Crosetto, ha tuonato contro chi dubita dell’aiuto a Kiev, dichiarando che «Qualcuno si vergogna di aiutare Kiev, io ne sono orgoglioso». No mesmo cenário, il dibattito onora a prudenza espressa da Matteo Salvini, che ha richiamato l’attenzione sui rischi di corruzione: «Si alimenta la corruzione di Kiev coi soldi dei lavoratori italiani», osservando la necessità di garantire controllo e responsabilità negli aiuti.
Parallelo al voto, il ministro degli Esteri ha annunciato l’intenzione di procedere verso un dodicesimo pacchetto di aiuti — tra militari e umanitari — mentre la Lega ha sollevato obiezioni che hanno finito per slittare la prorroga prevista nel decreto per il 2026: la questione è stata rinviata al Consiglio dei Ministri a causa del veto interno. I dissensi interni del Carroccio hanno, dunque, influenzato la calendarizzazione del provvedimento.
Do ponto de vista civico e di cittadinanza, resta cruciale che il Parlamento e il governo mantengano a vista i meccanismi di trasparenza e controllo: la costrução de direitos internacionais não pode prescindere dal alicerce da responsabilità. O voto evidenzia tanto a disposição do Parlamento em sostenere l’Ucraina como as fragilità di uma coalizione che precisa erguer pontes internas para não ver as decisões públicas sabotadas por fraturas políticas.
Fontes parlamentares confirmam que la risoluzione pone anche l’accento sul rafforzamento degli aiuti civili, un elemento che tenta di equilibrare la discussione em um momento em que i negoziati di pace appaiono complicati. A foto política é de um bloco que continua a ser unito na retórica, ma com fissuras que têm efeitos práticos na governance e na calendarização delle misure.
O que muda na prática: a risoluzione dà un mandato politico al governo per mantenere il sostegno coordinato a Kiev, ma l’assenza di un richiamo diretto e vincolante a misure esclusivamente militari nel dispositivo lascia margini di interpretazione. Em outras palavras, o peso da caneta resta nelle mani dell’esecutivo, ma o terreno político precisa ser mais compatto se Roma pretende agir com celeridade e credibilità.





















